«La politica italiana è in pieno tsunami, non bisogna nemmeno aspettare le prossime amministrative», ha detto ieri al congresso veneto del suo partito. «Credo che agli italiani serva un soggetto politico nuovo che parli il linguaggio della serietà, delle scelte impopolari, del rigore, metta assieme tecnici e uomini politici, sindacalisti intelligenti e imprenditori illuminati». Insomma, per Casini l’Udc non basta più, occorre fare un salto di qualità, andare oltre lo stesso Terzo Polo, creare un partito plurale che metta assieme «diverse personalità compreso anche chi sta ora nel governo attuale». Quindi «sindacalisti intelligenti» come il leader della Cisl Raffaele Bonanni; «imprenditori illuminati» come Luca Cordero di Montezemolo, Emma Marcegaglia e i protagonisti di Rete Imprese Italia; ministri come Riccardi, Ornaghi, Severino e Passera. Il ministro dello Sviluppo economico non è più un pericoloso concorrente attorno al quale potrebbe nascere un altro polo moderato: così viene vissuto da Casini. In questo progetto politico non è ancora contemplato il Pdl e quella casa dei moderati modello Ppe per il quale Alfano sta lavorando disperatamente. Ma che fine farà il Terzo Polo? Che ruolo avrà Gianfranco Fini? Ecco l’altro problema che Casini dovrà affrontare presto.
viaCasini chiude l’Udc e lancia il “Partito della nazione”- LASTAMPA.it.